Dome Bulfaro Massimiliano Varotto, Versi a morsi

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Allegato DVD della performance
Edizioni Mille Gru, 2008
Collana PoesiaPresente
Formato –  Pagine 32
Prezzi di copertina € 15,00

Silloge composta da sei testi taglienti per contenuto e forma, strutturati come i denti, in distici ottonari doppi.
Sei reietti, attraverso il racconto smozzicato della loro storia privata, disegnano con tratto ironico/cinico il profilo cariato della nostra società contemporanea.

La lettura “a morsi” di Dome Bulfaro sperimenta nella composizione e nell’emissione dei versi sonorità poco esplorate che intendono attribuire ad ogni poesia un’amplificazione di significato.
La voce dell’autore, dal 1998, si intreccia con patner di batteria appositamente composti dal batterista jazz Massimiliano Varotto.
La sfida per entrambi gli artefici, ad ogni verso detto, è quella di realizzare con pochi mezzi una lettura poetica di straordinaria forza comunicativa.
Il DVD allegato documenta il reading avvenuto il 26 febbraio 2007 al Teatro Binario 7 di Monza nell’ambito della prima edizione di PoesiaPresente.

RINGHIO JAZZ
(da leggere a denti stretti)

Piorrea generazionale, crolli di ponteggi big bang
per certi fraseggi be-bop. Charlie Parker io traballo

Denti tremolanti denti, senza più radicamento
denti strimpellanti denti, strumento jazz per pezzenti

Movimento di tromba ad $, suono per razze di genti
I pigmenti della pelle? Ci soffio se me la salvo

Origlio grugniti proprio nel cuore del nord: Milano
la batteria getta il piatto perché tu sei fuori tempo

Sei Nike di Samotracia resistita ai Futuristi.
Mordo le sue ali di marmo, a costo Chet, di sbriciolarli

Li digrigno e li costringo, stringo fino a frantumarli
ringhio tremendi strombazzi, i tuoi palazzi tremeranno

Logore le corde e rauche, di chi ha stramazzato troppo.
Lady Day con me ristrilla, a questa metropoli sorda

È giustizia da Ku Klux Klan? Scomparsa come Bunk Johnson.
Tornerai ed io ed altri per … regalarti una dentiera

Ragazzi costretti a udire il sax tra rumori di scale
pedonali a pianoforte. La città suona coi piedi

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