La poesia (e la prosa) kintsugi: una forma di poetry therapy

A cura di Amelia Bortini e Simonetta De Donatis

Mi sono proprio arrabbiata con quella mia amica. Ma proprio tanto! Sono arrivata al punto di pensare di non rivolgerle più la parola! Eppure le voglio bene, ma non so come fare, non so come dirle quanto male mi abbia fatto e nemmeno quanto bene le voglia.

Ti è mai capitato di vivere una situazione così? Non sai che fare? Dacci retta, scrivi un “kintsugi”. La poesia e la prosa kintsugi rappresentano una nuova forma letterario-terapeutica, ideata da Dome Bulfaro nel gennaio 2017, ispirata all’arte del kintsugi, tecnica ceramica giapponese che consiste nel riparare le fratture con polvere d’oro.

La nuova tecnica letteraria, che non ha quindi un fine meramente artistico, aiuta a risanare le fratture interiori.

Quello di oggi è il primo di una serie di “appuntamenti” che serviranno per illustrare le differenti tipologie di scrittura kintsugi, attraverso le parole degli allievi che, insieme a Dome Bulfaro, hanno sperimentato la nuova tecnica, articolata in differenti tipologie:

  • il racconto o prosa poetica kintsugi
  • la poesia kintsugi libera per forma e versi
  • la quartina kintsugi
  • le quartine kintsugi concatenate in gruppo
  • le quartine kintsugi concatenate in coppia
  • le quartine kintsugi a specchio simulato o reale
  • le quartine kintsugi a costellazione simulata o reale
  • le quartine kintsugi reali.

Il canone per la quartina kintsugi è il seguente: il primo verso dichiara la contesa/problema (o prima stanza/parte della poesia/prosa); il secondo verso è quello della rottura; il terzo è il verso riparatore; il quarto canta la bellezza cicatrizzata.

Ogni mercoledì, in queste pagine pubblicheremo fase per fase e raccontandolo con alcune immagini il processo di “risanamento delle ferite” attraverso questa forma artistico-poetica. Vi aspettiamo!

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