Batool Abu Akleen
48 kg
cura e traduzione italiana di Cristina Viti
(originale arabo a fronte)
Edizioni Mille Gru
23 marzo 2026
Collana PoesiaPresente
Formato 15,5×15,5
Pagine 128
Prezzo di copertina: € 20
ISBN 978-88-946947-5-8
www.millegru.org – millegru@poesiapresente.it
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Traduzione italiana della silloge di debutto di Batool Abu Akleen, giovane poetessa di Gaza City (pubblicata per la prima volta nel Regno Unito da Tenement Press nel 2025).
In queste poesie l’autrice narra, in immagini tanto più sconvolgenti quanto più immediate, non solo il massacro subìto dalla sua gente ma anche la vita quotidiana in un territorio occupato in quello che eufemisticamente si definisce “tempo di pace”. Tra evacuazioni, attacchi aerei, uccisioni indiscriminate, fame e terrore, Batool ha lavorato a questa silloge auto traducendosi in inglese, proseguendo nel contempo gli studi via internet a seguito della distruzione della facoltà che frequentava a Gaza City, tenendo lezioni di inglese per i bambini residenti nei campi dove era sfollata e lavorando in “residenza remota” presso Modern Poetry in Translation (UK) alla curatela di un’antologia online di giovani poeti palestinesi.
Pubblicare la traduzione italiana della silloge di debutto di Batool Abu Akleen – poeta di Gaza di vent’anni, che pare averne già cinquanta tant’è matura e potente la sua voce – significa onorare questi versi di struggente, tragica bellezza, e onorare il loro essere testimoni crudi e immediati della verità.
Ma significa anche tornare a cantare la sacralità della vita, prima che l’onda velenosa del cinismo inghiotta tutto ciò che abbiamo dentro e intorno.
Leggi qui l’intervista all’autrice pubblicata sul quotidiano inglese The Guardian
Leggi e ascolta qui alcuni testi inclusi nella raccolta, in arabo dalla voce dell’autrice e in italiano dalla voce della traduttrice.
Batool Abu Akleen è una poetessa, traduttrice e pittrice palestinese, nata nel 2005 a Gaza City. Tra i riconoscimenti ricevuti, il Barjeel Poetry Prize (2020) e una speciale menzione dal London Magazine (2025). Oltre alla silloge 48Kg (Tenement Press, 2025) ha pubblicato alcune poesie nell’antologia Letters from Gaza (Penguin, 2025) e alcuni stralci del suo diario nell’antologia Voices of Resistance (Comma Press, 2025). Attualmente vive e studia a Parigi.
Cristina Viti scrive e traduce in italiano, inglese e francese. Tra le pubblicazioni più recenti, traduzioni de I Turcs tal Friul di Pasolini (The Turks in Friuli, PMLA Magazine, 2020), del romanzo Piove all’insù di Luca Rastello (The Rain’s Falling Up, Seagull Books 2022) e della poesia di Fabio Franzin (Factory, Francis Boutle 2025). Finalista al John Florio Prize con la traduzione de Il mondo salvato dai ragazzini di Elsa Morante (The World Saved by Kids, Seagull Books 2016), ha curato l’edizione dei Selected Works of Dino Campana con traduzioni del testo integrale dei Canti Orfici e di un’ampia selezione di altre liriche (Survivors’ Press 2006). Nell’ambito del progetto ‘Radical Translations’ (King’s College Londra), conduce laboratori di traduzione e ha curato la relativa pubblicazione An Anarchist Playbook (NoUP 2021). Per il Teatro dell’Elfo ha tradotto il Moby Dick alla prova di Orson Welles (in produzione dal 2021 al 2025).